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BARRAFRANCA. LA CHIESA SAN FRANCESCO AFFOLLATA PER LA CONFERENZA SULLA LEGITTIMA DIFESA. “NESSUNO TOCCHI CAINO”.
Fonte: radioluce.it - 14/11/2019
BARRAFRANCA. Ad organizzare è stata la sezione barrese Associazione Nazionale Carabinieri – ANC -ed il Rotary Club di Piazza Armerina  con il patrocinio del Comune di Barrafranca. Al tavolo della presidenza il presidente ANC Enzo Pace, il moderatore . Franco Puzzo, il sindaco di Barrafranca Fabio Accardi. Allo stesso tavolo i relatori Nicola Malizia, Davide Spina – sostituto procuratore presso la direzione distrettuale antimafia di Caltanissetta – oltre ad Antonino Patti, sostituto procuratore generale presso la Corte di Appello di Caltanissetta – e don Giacomo Zangara, vicario foraneo e parroco della chiesa Madre di Barrafranca. Tra il numeroso pubblico anche i comandanti stazioni carabinieri  di Barrafranca e di Pietraperzia marescialli Rosario Alessandro e Giuseppe Geraci.  C’erano anche il dirigente del commissariato Polizia di Stato di Piazza Armerina e dei rappresentanti Guardia di Finanza e un folto gruppo di Polizia Locale di Barrafranca oltre al loro comandante capitano Maria Costa. Erano presenti pure  gli assessori Stella Arena e Giuseppe Barbagallo. In chiesa c’era anche Cristian Pocoroba  assistente del Governatore Sicilia Malta del Rotary Club. Ad apertura della serata, osservato un minuto di silenzio in memoria dei tre vigili del fuoco tragicamente morti in provincia di Alessandria. Tutti in piedi e sull’attenti al suono del “Silenzio Fuori Ordinanza” eseguito alla tromba dal carabiniere Roxan Ferro.

Lo stesso carabiniere Ferro ha curato gli intermezzi musicali sempre alla tromba. I lavori introdotti dal presidente ANC Enzo Pace. Subito dopo, i saluti del sindaco Fabio Accardi. “Questo – ha detto il primo cittadino di Barrafranca – è un tema molto interessante. La sicurezza deve essere data da chi è deputato a questo”. L’avvocato Franco Puzzo, moderatore, ha fatto la cronistoria del problema Legittima Difesa ed ha dichiarato: “Il legislatore ha voluto rendere proporzionale il rapporto tra difesa ed offesa”. Antonino Patti: “Nella legittima difesa da un lato abbiamo il  cittadino inerme e dall’altro l’aggressore. Bisogna trovare il giusto equilibrio”. Patti ha poi ricordato  un fatto di cronaca del 18 gennaio 1977. In tale fattispecie ha parlato della morte del calciatore della Lazio Luciano Re Cecconi ucciso da un gioielliere convinto che lo stesso calciatore volesse fare un rapina. “Questo ci fa ancora pensare come la questione sia alquanto delicata”. Davide Spina ha detto che “le riforme debbono guardare al futuro e non alle contingenze temporali. La vita umana è il valore preminente e come tale da tutelare”. “In un clima esacerbato in cui viviamo – ha continuato il giudice Davide Spina – il legislatore ha voluto ampliare gli spazi della legittima difesa. Va sicuramente valutato con la dovuta attenzione il caso concreto. Anche il Capo dello Stato ha mosso, su tale legge, dei rilievi.

La riforma mira a raccogliere dei consensi. Bisogna inoltre valutare il grave turbamento e la condizione psicologica”. Si è poi posta una domanda: “Siamo sicuri che la legittima difesa rafforzi la sicurezza dei cittadini?”. “Tale situazione – ha concluso Davide Spina – potrebbe rendere l’aggressore più aggressivo sapendo del pericolo che corre”. Ha poi evidenziato che nel caso di un omicidio anche se per legittima difesa, vengono attivate tutte le procedure del caso tra cui le indagini da parte delle forze dell’ordine e un regolare  processo. Nicola Malizia ha chiesto cosa riesca a percepire la persona offesa” nel momento in cui si rende conto che un delitto sta per essere compiuto nei propri confronti”. E continua: “Che cosa succede alla vittima al cospetto di un criminale? Questa legge porterebbe al Far West sociale”.  “Alla sicurezza dei cittadini debbono essere preposte le forze dell’ordine. Questa legge non ha fatto i conti con la soggettività e l’individualità di ognuno di noi”. Nicola Malizia ha concluso: “Da tale legge non traspare l’istinto di sopravvivenza più o meno forte”. Don Giacomo Zangara: “La vita è sacra e si ha il diritto alla vita fin dal concepimento. La sacralità della vita è stabilita anche nel decalogo. Questo comandamento è fondamentale: nessuno può e deve uccidere il proprio fratello”. “La vita – ha continuato padre Zangara – è donata e governata da Dio. La fonte della vita è Gesù. Per il cristiano l’unica legge è quella dell’amore e del perdono”. “Nessuno – ha concluso don Giacomo Zangara – ha il diritto di togliere la vita”. A conclusione dei lavori, il capitano Emanuele Grio ha detto che “l’Italia è tra i paesi in cui è meno diffuso il reato dei furti in appartamento” ed ha evidenziato “il lavoro continuo e capillare svolto dalle forze dell’ordine per dare sicurezza a tutti i cittadini”. Doni sono stati consegnati dagli organizzatori ai relatori. 
GAETANO MILINO
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