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LA STORIA - NEGATO IL SALUTO ALLA MOGLIE MORTA L'ALTRA PRIGIONE DI UN DETENUTO
Fonte: livesicilia.it - 21/07/2019
di Laura Distefano
L’ultimo bacio negato. Salvatore Proietto ha potuto solamente sfiorare la foto della sua compagna sulla lapide. Tina ha lottato per 22 giorni, poi la malattia ha vinto. Tutto questo mentre il 40enne randazzese scontava ai domiciliari una pena per droga. Due anni per 70 maledetti grammi di marijuana. Il silenzio di un giudice non gli ha permesso di poter stringere la mano della moglie mentre soffriva in ospedale. E, nonostante le istanze e gli appelli, Salvatore non ha avuto nemmeno il permesso di piangere su quel petto dove il cuore aveva smesso di battere. La sua compagna è andata via. E lui è rimasto intrappolato tra le trame di una giustizia disumana. L’autorizzazione dell’ufficio del Tribunale di Sorveglianza è arrivata solo dopo il funerale.

“Sono inferocito”, commenta l’avvocato Baldassare Lauria, difensore di Proietto.“ Ci troviamo davanti a una vicenda vergognosa. Sono stati disattesi tutti i principi dell’ordinamento penitenziario. E la cosa ancora più assurda non è che ci siamo trovati davanti a un diniego su cui avremmo potuto discutere, ma ci siamo trovati davanti ad un silenzio assordante. E nonostante questo Proietto ha rispettato la legge e non ha violato i domiciliari”.

Salvatore è rimasto in attesa. Sperando. Pregando. Eppure quell’inferno lo aveva già vissuto un anno prima. Quando a luglio, mentre si trovava in una cella del braccio Amenano del carcere di Piazza Lanza, è arrivata la notizia dell’aggravamento di mamma Carmela. Il giudice in quell’occasione (il processo era ancora in corso) ha risposto immediatamente ed ha concesso tre permessi. Ma nonostante questo Salvatore ha aspettato in cella. In attesa che lo venissero a prendere. “Preparati, arrivano presto”, gli avevano detto gli agenti della penitenziaria. Ma la scorta lo ha accompagnato al cimitero il 7 luglio 2018. La madre, purtroppo, era morta tre giorni prima. Ancora una volta solo una fotografia su cui piangere. Un dolore nel dolore.
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